9 dic 2011

Posted by in architettura, architettura contemporanea, lo-tech, slider, social design

Architettura e solidarietà

Mario Cucinella, un architetto innovativo che ha firmato anche il progetto di una casa ecosostenibile a 100mila euro, ha presentato un interessante progetto per una scuola nella Striscia di Gaza. La presentazione è avvenuta a Durban, in Sudafrica, ai lavori del summit sul Climate Change.

 

 

L’Unrwa – United Nations Relief and Works Agency – gli ha affidato il progetto “Green School”, finanziato dall’Onu e da banche arabe per realizzare una serie di edifici scolastici “green”, cioè a basso contenuto tecnologico ma di elevata qualità architettonica, non solo nell’area di Gaza, ma più in generale nella West Bank, Giordania, Libano e Siria.

Le scuole in cui studieranno i bambini palestinesi avranno autonomia energetica e idrica sfruttando le risorse rinnovabili disponibili in loco (energia solare ed energia dal terreno). Inoltre le strutture avranno la quantità d’acqua necessaria per le pulizie, lo scarico dei wc e per l’irrigazione delle aree verdi esclusivamente tramite la raccolta delle acque piovane e il trattamento delle acque grigie e nere.

 

 

Il sistema costruttivo pensato da Cucinella è composto da tre elementi distinti: una platea di cemento come fondazione: al di sotto di questa un letto di pietre che agirà come primo moderatore bioclimatico per convogliare l’aria esterna all’interno delle aule. I pilastri di cemento prefabbricati formati da due anelli di tubi in calcestruzzo delle condutture d’acqua (diametro esterno di 2,22 mt e 1,5 mt), da usare come casseforme verticali a perdere. Nell’intercapedine verranno collocate le barre filettate per il getto in calcestruzzo. Parte dei pilastri sarà poi riempita con terra di scavo (al fine di ridurre i costi di scavo), mentre le altre colonne serviranno da condotte per la ventilazione naturale (sfruttando l’effetto camino). Infine il tetto, sporgente e ventilato, costituito da travi in acciaio e da uno strato esterno in lamiera ondulata di colore chiaro per integrare i pannelli fotovoltaici in silicio amorfo.

«Costruire un edificio del genere ha una funzione educativa e formativa. Questo progetto vuole essere un transfert di conoscenze allo staff Unrwa e vuole essere un esempio per future realizzazioni in quei luoghi. Gaza si trova in una situazione catastrofica: non ci sono risorse naturali, vi è un inquinamento pesantissimo. Si vive una situazione drammatica che pare l’anticipazione di quanto viene previsto per il resto del mondo», assicura Cucinella. Se con la realizzazione delle “Green Schools” a Gaza si riuscirà «a invertire questa tendenza in quel disgraziato territorio, allora si apre un’autentica speranza per il cambiamento del mondo».

 

  1. Veramente complimenti per questo redazionale. E’ ben fatto! Paolo Boscolo.

  2. Grazie Paolo!

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