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	<title>arKitettura</title>
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	<description>blog di architettura e design</description>
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		<title>Less Ego More Eco</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
				<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[progettazione sostenibile]]></category>
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		<description><![CDATA[Less Ego More Eco è una tavola rotonda per un nuovo approccio alla sostenibilità. Aziende, Istituzioni, economisti e comunicatori insieme per volontà di Progetto CMR, società specializzata nella progettazione integrata, per discutere - da diversi punti di vista - la strada migliore per raggiungere l’obiettivo condiviso di un futuro sostenibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><strong>Less  Ego More Eco</strong> è una tavola rotonda per un nuovo approccio alla sostenibilità. Aziende, Istituzioni, economisti e comunicatori insieme per volontà di <strong>Progetto CMR</strong>, società specializzata nella progettazione integrata, per discutere &#8211; da diversi punti di vista &#8211; la strada migliore per raggiungere l’obiettivo condiviso di un futuro sostenibile.</p>
<p>Dalla pubblicazione di un libro, a una tavola rotonda che ne ripercorre le principali riflessioni grazie a interventi di Aziende, Istituzioni, economisti ed esperti di comunicazione: questo il percorso di Less Ego More Eco, voluto e realizzato da Progetto CMR, partendo dalla consapevolezza che per la costruzione di un futuro sostenibile è necessario perseguire meno interessi personali e più interessi collettivi.</p>
<p>L’approccio sistemico è il denominatore comune di questo percorso come ha sottolineato <strong>Pietro Modiano </strong>Presidente Nomisma: &#8220;La partita della sostenibilità della crescita si gioca sull&#8217;energia il cibo, le altre risorse naturali. Vincerla è la sfida comune e principale dell&#8217;umanità. Il terreno di gioco sarà quello dell&#8217;organizzazione degli spazi urbani&#8221;. Dello stesso avviso <strong>Alessandro Clerici</strong> Coordinatore della Task force sull’efficienza energetica Confindustria. “I temi della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica in particolare sono da tempo argomento di lavoro di Confindustria, in particolare abbiamo una tarsk force dedicata con la quale stiamo cercando di implementare un modello sostenibile anche in termini economici per la realizzazione di Smart City. Molti ancora sono i passi da fare a questo proposito ma appare ormai chiaro che è necessario un approccio sistemico al problema”.</p>
<p>“I nostri progetti testimoniano concretamente quest’approccio olistico –  ha affermato <strong>Massimo Roj</strong> fondatore di Progetto CMR &#8211; perché guidati da tre principi fondamentali: l’uomo, l’ambiente, la sostenibilità economica. Per questo il nostro metodo di lavoro prevede una progettazione che procede in modo integrato. L’integrazione è il prerequisito indispensabile per una progettazione sostenibile che garantisca controllo di costi, tempi e qualità del progetto”.</p>
<p>E proprio dal punto di vista economico, considerato sempre un tasto dolente nel percorso verso la sostenibilità, non sono mancati gli spunti che hanno offerto una prospettiva diversa, presentando la sostenibilità in un’opportunità su cui investire.</p>
<p>&#8220;Maggiore capacità professionale, maggiore ricerca e sviluppo, maggiore innovazione, un approccio concreto e condiviso: le imprese che vanno nella direzione della sostenibilità non solo possono innovare nel loro settore attuale, ma possono entrare nei nuovi mercati dei prodotti socialmente responsabili o sostenibili” è quanto riportato da <strong>Francesco Perrini</strong> <em>Direttore del CreSV – Center for Research on Sustainability and Value</em> in Bocconi.  “Recentemente il Word forum per lo sviluppo sostenibile ha stimato il valore di questo mercato in circa 6,2 trilioni di dollari da qui al 2030, dunque un mercato molto ampio che può offrire grandi opportunità. Per valutare la convenienza economica della sostenibilità infatti, non bisogna considerare le spese di queste politiche come costi da valutare nei successivi 3-12 mesi, ma bisogna considerarli &#8220;investimenti&#8221; ad utilità pluriennale e in un’ ottica allargata a tutti i soggetti interessati all&#8217;impresa, in tale prospettiva ci sono i vantaggi della sostenibilità&#8221;</p>
<p>“L’obiettivo non può essere fare un po’ di finanza etica di nicchia, ma le aspettative di ritorno finanziario che si erano diffuse non sono più possibili” ha aggiunto <strong>Luciano Balbo, Presidente Oltre Venture</strong>. “Un diverso utilizzo della ricchezza privata non è solo una scelta etica, ma anche una scelta di interesse collettivo e di interesse per i detentori della ricchezza. Nell’housing sociale, ma anche nell’ ambito bancario e nella gestione delle infrastrutture, è necessario un nuovo approccio”.</p>
<p>“Entro il 2050 almeno 100 nuove città avranno oltre un milione di residenti” è stata la visione riportata da <strong>David Bevilacqua</strong> Amministratore Delegato di Cisco. Anche una realtà come Cisco si è quindi attivata per fare la sua parte. “Svilupparne le infrastrutture richiederà miliardi di euro e bisognerà confrontarsi con un impatto ambientale enorme, dato dal fatto che le città consumano il 75% dell’energia nel mondo e causano l’80% delle emissioni di gas serra. Cisco Smart+Connected Community è la nostra visione che risponde a queste sfide, prevedendo di utilizzare le potenzialità della rete intelligente per connettere persone, servizi, beni e informazioni. Ciò significa utilizzare la rete come piattaforma che possa trasformare le comunità reali in comunità connesse; Per questo il progetto si sviluppa in sette aree (Real Estate, Utilities, Transportation, Safety &amp; Security, Learning, Health, Government), per pensare in modo nuovo la progettazione, la costruzione, la gestione, il rinnovamento delle comunità, nell’ottica di una piena sostenibilità sociale, economica e ambientale”.</p>
<p>“Mai come in questo periodo la fonte energetica  è stata colta nella sua strategicità e precarietà” commenta <strong>Stefano Besseghini</strong>, Amministratore Delegato di RSE. Dopo poco meno di 100 anni di civiltà degli idrocarburi il modello di sviluppo ad essa connesso sta dimostrando tutta la sua insostenibilità per la relativa scarsità della risorsa. La mancanza di una tecnologia alternativa in grado di fornire analoghe densità di energia ha aperto la strada a concetti come quello del mix energetico, della diversificazione delle fonti e non ultimo quello del risparmio energetico come fonte di energia non consumata o meglio non sprecata.”</p>
<p>“Lo sviluppo sostenibile sembra essere l’unica soluzione realistica per contrastare il continuo aggravarsi delle condizioni ambientali e del conflitto tra crescita della popolazione e limitatezza delle risorse” è, infatti, l’incipit di <strong>Massimo Roj</strong> nel libro Less Ego More Eco.</p>
<p>&#8220;In Italia c’è ancora molto da fare nell’ambito della sostenibilità ambientale anche se un primo segnale positivo è il fatto che, da tema legato prettamente a tecnici ed esperti di settore, si sta gradualmente spostando a tema culturale che coinvolge tutti noi. Per portare avanti queste tematiche credo sia necessario lavorare soprattutto a livello normativo per favorire una nuova disciplina urbanistica per l’Italia entro il 2014. In questa direzione si dovrebbero creare dei tavoli di lavoro multidisciplinari per sollecitare il dibattito e coinvolgere gli opinion makers in questo processo&#8221; ha chiosato <strong>Carlo Alessandro Puri Negri</strong>, Presidente Sator Immobiliare.</p>
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		<title>Architettura e interdisciplinarietà</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2012/05/07/architettura-e-interdisciplinarieta/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<category><![CDATA[interdisciplinarietà]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra colleghi o tra persone di ambiti del tutto diversi, quando si parla di architettura spesso ricorre la parola “interdisciplinarietà”, contraddicendo – apparentemente – la stessa autonomia della disciplina architettonica. La qualità dell’ambiente costruito, obiettivo prioritario dell’ideazione architettonica, dipende anche dalla qualità degli indispensabili apporti interdisciplinari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Tra colleghi o tra persone di ambiti del tutto diversi, quando si parla di architettura spesso ricorre la parola “interdisciplinarietà”, contraddicendo – apparentemente – la stessa autonomia della disciplina architettonica.</p>
<p>In un’ottica più vasta, talvolta gli studiosi hanno preso una posizione contraria all’integrazione dei saperi delle diverse discipline: il filosofo della mente Jerry Fodor afferma, ad esempio, che non sia necessario conoscere la botanica per studiare astronomia (e viceversa), ossia non è detto che una disciplina abbia per forza qualcosa da dire ad un’altra. In secondo luogo, coloro che studiano la realtà non possono “sapere tutto di tutto” e potrebbe convenire, talvolta, dividere il lavoro.</p>
<p>Diverso è il parere di uno studioso ben più vicino alle tematiche dell’architettura, Giulio Carlo Argan: per lui, l’ideazione progettuale è di per sé una forma di interdisciplinarietà, che esclude qualsiasi forma di incomunicabilità delle discipline. Storia, matematica, arte, giurisprudenza, letteratura, geografia, filosofia, geometria, economia, urbanistica, politica. Ecco solo alcuni dei molteplici campi della disciplina architettonica. E chi legge potrebbe aggiungerne molti altri.</p>
<p>L’architettura, istituzionalmente, è finalizzata all’attività costruttiva ed è proprio questa implicita concretezza che rende necessario il rapporto con le altre discipline. Ad esempio, ogni architetto sa che, quando progetta, lo fa in vista di una attuazione e quindi tiene conto delle condizioni tecniche (la “materia”) che gli sono offerte per realizzare quello che progetta. Ed ecco già una relazione, in questo caso con la tecnologia, che implica l’uscita dal limite della mera disciplina architettonica.</p>
<p>Le connessioni che l’Architettura stabilisce con i diversi ambiti conoscitivi sono i più variegati e coinvolgono, necessariamente, anche altre figure professionali come Ingegneri, Geometri, Agronomi, Agrotecnici, Avvocati e Commercialisti, solo per citarne alcune.</p>
<p>La qualità dell’ambiente costruito, obiettivo prioritario dell’ideazione architettonica, dipende anche dalla qualità degli indispensabili apporti interdisciplinari. La sfida verso il miglioramento della qualità dell’ambiente costruito passa proprio attraverso la compartecipazione di diversi saperi, non necessariamente specialistici.</p>
<p>Come ci ricorda Domenico Parisi, “la realtà non è disciplinare”.</p>
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		<title>TAV, tra opportunità e costi</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2012/04/19/tav-tra-opportunita-e-costi/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 17:45:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il progetto dell’alta velocità e le polemiche che si stanno creando su questa grande opera stanno accendendo da alcune settimane un acceso dibattito, che ha coinvolto politici, opinionisti, dimostranti e semplici cittadini.
In particolare, molte delle polemiche, se da un lato sembravano fondarsi su dati analitici e dimostrabili, dall’altra molto spesso hanno ceduto il passo a interpretazioni di tipo politico e ideologico, talvolta travisando i contenuti stessi delle argomentazioni di partenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Il progetto dell’alta velocità e le polemiche che si stanno creando su  questa grande opera stanno accendendo da alcune settimane un <strong>acceso dibattito</strong>, che ha coinvolto politici, opinionisti, dimostranti e semplici cittadini. In particolare, molte delle polemiche, se da un lato sembravano fondarsi su dati analitici e dimostrabili, dall’altra molto spesso hanno ceduto il passo a interpretazioni di tipo politico e ideologico, talvolta travisando i contenuti stessi delle argomentazioni di partenza.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/tav-val-susa-e1309116421424.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1433" title="tav-val-susa-e1309116421424" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/tav-val-susa-e1309116421424.jpg" alt="" width="500" height="364" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><em>Immagine da free-italia.net</em></p>
<p>Chi scrive ritiene invece che – al di là delle implicazioni politiche  che possa comportare una scelta piuttosto che l’altra – per esprimersi  su questo argomento sia necessario prima analizzare (per quanto  possibile) alcuni <strong>dati oggettivi</strong>.</p>
<p>Primo tra questi, una constatazione: l’Italia ha una fortissima  <strong>dipendenza dal settore autostradale</strong>, che crea un problema di carattere  ambientale, sociale ed economico, soprattutto in periodi come quello  attuale (in cui il costo del petrolio è così elevato).<br />
Un altro aspetto non trascurabile è che nel sistema viario italiano vi  sono una serie di punti dove il <strong>traffico</strong> è particolarmente  congestionato: si pensi alle aree metropolitane di Roma, Milano e  Napoli.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/tav_alta_velocita_tunnel_galleria_appennino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1434" title="tav_alta_velocita_tunnel_galleria_appennino" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/tav_alta_velocita_tunnel_galleria_appennino.jpg" alt="" width="400" height="301" /></a></p>
<p><em>Traforo per la tav nell&#8217;appennino toscano.</em></p>
<p>L’esigenza a cui verrebbe incontro la realizzazione dell’alta  velocità sarebbero innanzitutto sbloccare proprio questi “colli di  bottiglia”, ridurre la dipendenza rispetto ai combustibili fossili e  favorire i flussi di<em> import/export</em> (anche in funzione di una  auspicata ripresa economica a livello nazionale e non solo). Un simile  progetto, in ques’ottica, sarebbe positivo anche perché creerebbe  <strong>occupazione</strong>.<br />
Tuttavia, appare miope “giustificare” una simile opera con la  necessità di creare occupazione: tutto questo produrrebbe un giovamento  solo nel breve periodo e, come è facile attendersi, da una grande opera  ci si aspetta un ritorno anche (e soprattutto) nel medio-lungo periodo. Soprattutto perché, è ipocrita nasconderlo, le<strong> modifiche al territorio</strong> e  al tessuto produttivo nazionale, non sono trascurabili.<br />
Realizzare la TAV ridurebbe il costo del trasporto per le imprese e  per i cittadini, soprattutto in ragione del fatto che si vanno a  sostiuire reti obsolete. Il <strong>risparmio</strong> per le famiglie è importante:  mediamente il costo dei trasporti è la seconda voce di spesa per la  famiglia italiana dopo quelle per la casa.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/camusso_us_cgil-400x300.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1431" title="camusso_us_cgil--400x300" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/camusso_us_cgil-400x300.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p><em>Susanna Camusso.</em></p>
<p>Non è un caso che il leader della CGIL Susanna Camusso abbia  recentemente affermato che “il Paese ha un disperato bisogno di  investimenti, è utile per l&#8217;occupazione ma serve il dialogo. È  impensabile fare i lavori per anni con la valle contro&#8221;.<br />
Proprio di  pareri contrari parla la Camusso e sono note a tutti le <strong>accese proteste </strong> dei comitati NO-TAV. Le ragioni di questa mobilitazione sono varie,  addirittura 150 secondo Mario Cavargna, Presidente di Pro Natura  Piemonte, tra cui: la sostanziale<strong> inutilità</strong> dell’opera per mancanza di  passeggeri e merci, le <strong>spese esorbitanti</strong>, gli adeguamenti dei prezzi che  rischiano di far <strong>lievitare i costi</strong> in maniera imprevedibile, una  occupazione indotta che risulterebbe troppo onerosa se stabile, le  ragioni di alcune perizie tecniche che denunciano un <strong>rapporto  costi/benefici decisamente al di sotto delle aspettative</strong>, la  constatazione che le reti già esistenti sono sufficienti (o al massimo  da potenziare), l’inattendibilità dei dati previsionali dell’utilizzo  futuro, la ridotta capacità di transito delle merci rispetto ad altri  tipi di infrastrutture, le riserve sui documenti di progetto prodotti  (come la Valutazione di Impatto Ambientale).</p>
<p>Quello che si prospetta è un collegamento che tra Torino e Lione impiega  90 minuti, un investimento che durerà 15 anni per scavare un tunnel  lungo 57 km, con 1 milione di tonnellate di detriti. Certamente ci  vorranno <strong>molti anni</strong> per bilanciare i danni all’ambiente ed alle falde  acquifere con la CO2 risparmiata dai treni.</p>
<p>Viene da chiedersi se tutto  questo abbia un senso: voi cosa ne pensate?</p>
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		<title>La ceramica antibatterica</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Mar 2012 09:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un prodotto particolare di Casalgrande Padana si è distinto in occasione del Produkt des Jahres 2011 (Prodotto dell’Anno 2011), l’ambito concorso promosso da Fliesen und Platten. Si tratta di Bios, una innovativa ceramica antibatterica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Un prodotto particolare di <a title="Casalgrande Padana" href="http://www.casalgrandepadana.it/" target="_blank">Casalgrande Padana</a> si è distinto in occasione del <strong>Produkt des Jahres 2011 </strong>(Prodotto dell’Anno 2011), l’ambito concorso promosso da <a title="Fliesen und Platten" href="http://www.fliesenundplatten.de/" target="_blank"><strong>Fliesen und Platten</strong></a>, rivista leader sul mercato tedesco nel campo dei prodotti e delle tecnologie della ceramica per l’architettura. Si tratta di Bios, una innovativa ceramica antibatterica che si è classificata al terzo posto su undici partecipanti.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/1329147157-benessere-img-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1421" style="border: 1px solid black;" title="Bios antibacterial ceramics" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/1329147157-benessere-img-1.jpg" alt="" width="480" height="480" /></a></p>
<p>Il premio è stato consegnato a Casalgrande Padana il 2 febbraio scorso, durante la terza edizione del <strong>Fliesen und Platten Forum</strong>, la mostra convegno che, accanto a un ricco programma congressuale, propone agli operatori del settore una selezionata esposizione di prodotti e tecnologie.</p>
<p><a title="Bios antibacterial ceramics" href="http://www.casalgrandepadana.it/index.cfm/1,868,2119,0,html/Bios-Antibacterial-Ceramics-selezionata-per-l-ADI-Design-Index" target="_blank">Bios antibacterial ceramics</a>, identifica una linea di piastrelle in grès porcellanato a tutta massa pienamente vetrificato caratterizzate da elevate proprietà antibatteriche, ottenute mediante un innovativo processo produttivo.</p>
<p>Sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Microbiologia dell&#8217;Università di Modena, il prodotto è risultato nettamente al di sopra degli standard richiesti dalle normative di riferimento, in quanto capace di abbattere di ben oltre il 99,9% i quattro principali ceppi batterici: Staphylococcus aureus, Enterococcus faecalis, Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa.</p>
<p>L&#8217;azione battericida, generata dal trattamento descritto, rimane inalterata nel tempo, è<br />
insensibile all&#8217;usura e non ha bisogno della luce per attivarsi.</p>
<p>Questo materiale è ideale nei campi di utilizzo dove siano richieste elevate prestazioni di igiene, pulizia, sicurezza e facilità di manutenzione, come le strutture sanitarie e di uso collettivo in genere.</p>
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		<title>Pavimenti in resina e moda</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2012/02/13/pavimenti-in-resina-e-moda/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 16:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I pavimenti in resina sono la pavimentazione del momento, e per chi opera nel settore moda, l’ambiente espositivo ha un'importanza strategica per il successo commerciale di una collezione. Le resine decorative sono oggi una valida opportunità per i  negozi di moda, che hanno tempi di aggiornamento rapidissimi, secondo un ritmo,  osservato con maggiore evidenza nelle grandi città,  che si avvicina sempre più a quello della sostituzione delle vetrine.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>I <a href="http://www.giesseservice.it/pavimenti_in_resina.html">pavimenti in resina</a> sono la pavimentazione del momento, e per chi opera nel settore moda, l’ambiente espositivo ha un&#8217;importanza strategica per il successo commerciale di una collezione. Le resine decorative sono oggi una valida opportunità per i  negozi di moda, che hanno tempi di aggiornamento rapidissimi, secondo un ritmo,  osservato con maggiore evidenza nelle grandi città,  che si avvicina sempre più a quello della sostituzione delle vetrine.</p>
<p>In questo modo si influisce direttamente sulla percezione degli oggetti contenuti nell&#8217;ambiente accompagnando lo sguardo verso i punti focali d&#8217;interesse e dando movimento agli oggetti stessi che così diventano unici.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pavimenti_in_resina_moda_design_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1410" style="border: 1px solid black;" title="pavimenti_in_resina_moda_design_1" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pavimenti_in_resina_moda_design_1.jpg" alt="" width="531" height="350" /></a></p>
<p>Camminando all’interno dello showroom Studio Basei è possibile assaporare un felice connubio di moda e design grazie alla fornitura di Giesse Service, che per questo committente non si è occupato solo di pavimenti in resina ma anche dello studio e realizzazione dei rivestimenti esistenti con inserimento di particolari in resina e pareti divisore composte da pannelli in resina ad effetto trasparente.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pavimenti_in_resina_moda_design_21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1411" style="border: 1px solid black;" title="pavimenti_in_resina_moda_design_2" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pavimenti_in_resina_moda_design_21.jpg" alt="" width="531" height="350" /></a></p>
<p><a href="http://www.giesseservice.it/default.html">Giesse Service</a> si ispira all&#8217;idea della personalizzazione in cui la tonalità scelta prende forma fino a caratterizzare un ambiente unico dalla forte identità. Così per lo showroom Studio Basei, rappresentante nazionale di moda femminile, sono stati scelti e valutati nelle tinte cromatiche per esaltare il contenuto del campionario presente. Prima di procedere è stato effettuato uno studio in loco della colorazione per valutare l&#8217;impatto ambientale con l&#8217;illuminazione esistente. E&#8217; stata scelta una pavimentazione decorativa continua in resina con sfumature ad effetto cemento naturale, preparata stendendo con la spatola, a più strati, per uno spessore di mm 3 circa, impasti formati da cariche minerali e leganti sintetici. Dopo l&#8217;indurimento la superficie è stata protetta con una finitura lucida.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pavimenti_in_resina_moda_design_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1412" style="border: 1px solid black;" title="pavimenti_in_resina_moda_design_3" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/pavimenti_in_resina_moda_design_3.jpg" alt="" width="531" height="350" /></a></p>
<div class="shr-publisher-1402"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Seminario Wood in Project</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2012/01/31/seminario-wood-in-project/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnalo con piacere un interessante evento, organizzato dalla Commissione Territoriale del Valdarno Fiorentino dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Firenze, insieme alla Fondazione Studi e Ricerche Professione Architetto e con il contributo della ditta Arredoline Costruzioni: si tratta del Seminario “Wood in Project – Approfondimenti sulle nuove tecniche costruttive in legno”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Segnalo con piacere un interessante evento, organizzato dalla <strong>Commissione Territoriale del Valdarno Fiorentino</strong> dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Firenze, insieme alla   Fondazione Studi e Ricerche Professione Architetto e con il contributo  della ditta <a title="Arredoline Costruzioni" href="http://www.arredo-line.it/index.shtml" target="_blank">Arredoline Costruzioni</a>: si tratta del Seminario “<strong>Wood in Project</strong> – Approfondimenti sulle nuove tecniche costruttive in legno”.</p>
<p>Questo evento, che si colloca in una più ampia attività di divulgazione di conoscenze e sensibilizzazione verso le tematiche dell&#8217;edilizia sostenibile svolta dall&#8217;Ordine degli Architetti P.P.C. di Firenze, illustrerà i vantaggi dei sistemi costruttivi a secco, in particolare delle strutture in legno.</p>
<p>Il Seminario si terrà presso la <a title="Sede" href="http://www.architettivaldarno.it/?page_id=33" target="_blank">sede in Figline Valdarno (FI), via B. degli Innocenti n.2 (Palazzo di Vetro)</a>, il prossimo <strong>venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 15;30</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/wood-in-project-immagine-blog-4.jpg"><img class="size-full wp-image-1391 aligncenter" title="wood in project-immagine blog 4" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/wood-in-project-immagine-blog-4.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p style="text-align: left;"><em>Apertura del Coordinatore della Commissione Territoriale – Arch. Claudia CERELLI</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Intervento del Consigliere dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Firenze – Arch. Antonio BUGATTI</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Intervento del Presidente della Fondazione Professione Architetto – Arch. Alessandro JAFF</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Conoscere il legno per progettare e costruire</strong> – Arch. Ing. Andrea BUTTI<br />
<em>Il legno per le costruzioni</em><br />
<em>Durabilità e manutenzione</em><br />
<em>Caratteristiche strutturali, flessibilità e resistenza al sisma</em><br />
<em>Strutture in legno e sicurezza: resistenza al fuoco ed alle effrazioni</em><br />
<em>Legno e sostenibilità</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>L’edilizia in legno nella storia</strong> – Arch. Giovanni MANUELLI</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Presentazione Arredoline Costruzioni</strong> – Sig. Gianluca SACCHI</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Il legno e l’edilizia sostenibile</strong> – Ing. Michele GABICCINI<br />
<em>Velocità di realizzazione e certezza dei costi</em><br />
<em>Esempi di realizzazioni civili e industriali</em><br />
<em>L’esperienza del primo Biovillage in Toscana</em></p>
<p style="text-align: left;">Segue locandina dell&#8217;evento.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/MANIFESTO-CONVEGNO-LEGNO-A4-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1397" title="MANIFESTO CONVEGNO LEGNO A4 2" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/MANIFESTO-CONVEGNO-LEGNO-A4-2.jpg" alt="" width="450" height="636" /></a></p>
<p><strong>VIDEO DEL SEMINARIO</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iJuUMgs4PaE">http://www.youtube.com/watch?v=iJuUMgs4PaE</a></p>
<p><strong>Il legno per le costruzioni &#8211; Prima Parte</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Dgge2V-bm8g">http://www.youtube.com/watch?v=Dgge2V-bm8g</a></p>
<p><strong>Il legno per le costruzioni &#8211; Seconda Parte</strong></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NDfODcsVZ04">http://www.youtube.com/watch?v=NDfODcsVZ04</a></p>
<p><strong>Durabilità e manutenzione del legno &#8211; Prima Parte</strong></p>
<p>Causa motivi tecnici non è stato possibile inserire gli interventi successivi.</p>
<p>Si  ringraziano i partecipanti per la numerosa presenza e per  l&#8217;interessamento dimostrato. Restiamo a disposizione dei Colleghi per  qualunque quesito.</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Architettura e solidarietà</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2011/12/09/architettura-e-solidarieta/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 13:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mario Cucinella, un architetto innovativo che ha firmato anche il progetto di una casa ecosostenibile a 100mila euro, ha presentato un interessante progetto per una scuola nella Striscia di Gaza. La presentazione è avvenuta a Durban, in Sudafrica, ai lavori del summit sul Climate Change.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a title="Mario Cucinella Architects" href="http://www.mcarchitects.it/" target="_blank"><strong>Mario Cucinella</strong></a>, un architetto innovativo che ha firmato anche il progetto di una casa ecosostenibile a 100mila euro, ha presentato un interessante progetto per una scuola nella Striscia di Gaza. La presentazione è avvenuta a Durban, in Sudafrica, ai lavori del summit sul <strong>Climate Change</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/cucinella3-400x3001.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1379" title="cucinella3-400x300" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/cucinella3-400x3001.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;<strong>Unrwa</strong> &#8211; United Nations Relief and Works Agency &#8211; gli ha affidato il progetto &#8220;Green School&#8221;,  finanziato dall&#8217;Onu e da banche arabe per realizzare una serie di  edifici scolastici &#8220;green&#8221;, cioè a basso contenuto tecnologico ma di  elevata qualità architettonica, non solo nell&#8217;area di Gaza, ma più in  generale nella West Bank, Giordania, Libano e Siria.</p>
<p>Le scuole in cui studieranno i bambini palestinesi avranno<strong> autonomia energetica e idrica </strong>sfruttando le risorse rinnovabili disponibili in loco (energia solare  ed energia dal terreno). Inoltre le strutture avranno la quantità  d&#8217;acqua necessaria per le pulizie, lo scarico dei wc e per l&#8217;irrigazione  delle aree verdi esclusivamente tramite la <strong>raccolta delle acque piovane </strong> e il trattamento delle acque grigie e nere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/051-300x169.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1380" title="051-300x169" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/051-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il sistema costruttivo pensato da Cucinella è composto da <strong>tre elementi</strong> distinti:  una <strong>platea di cemento</strong> come fondazione: al di sotto di questa un letto  di pietre che agirà come primo moderatore bioclimatico per convogliare  l&#8217;aria esterna all&#8217;interno delle aule. I <strong>pilastri di cemento  prefabbricati formati da due anelli di tubi in calcestruzzo</strong> delle  condutture d&#8217;acqua (diametro esterno di 2,22 mt e 1,5 mt), da usare come  casseforme verticali a perdere. Nell&#8217;intercapedine verranno collocate  le barre filettate per il getto in calcestruzzo. Parte dei pilastri sarà  poi riempita con terra di scavo (al fine di ridurre i costi di scavo),  mentre le altre colonne serviranno da condotte per la ventilazione  naturale (sfruttando l&#8217;effetto camino). Infine il <strong>tetto, sporgente e  ventilato, costituito da travi in acciaio</strong> e da uno strato esterno in  lamiera ondulata di colore chiaro per integrare i pannelli fotovoltaici  in silicio amorfo.<br />
<a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Screen-Shot-2011-12-02-at-10.01.43-AM-560x420.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1381" title="Screen-Shot-2011-12-02-at-10.01.43-AM-560x420" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Screen-Shot-2011-12-02-at-10.01.43-AM-560x420.png" alt="" width="560" height="420" /></a><br />
«Costruire un edificio del genere ha una funzione <strong>educativa </strong>e <strong>formativa</strong>. Questo  progetto vuole essere un transfert di conoscenze allo staff Unrwa e  vuole essere un esempio per future realizzazioni in quei luoghi. Gaza si  trova in una situazione catastrofica: non ci sono risorse naturali, vi è  un inquinamento pesantissimo. Si vive una situazione drammatica che  pare l&#8217;anticipazione di quanto viene previsto per il resto del mondo»,  assicura Cucinella. Se con la realizzazione delle &#8220;Green Schools&#8221; a Gaza  si riuscirà «a invertire questa tendenza in quel disgraziato  territorio, allora si apre un&#8217;autentica speranza per il cambiamento del  mondo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/450.jpeg"></a><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/450.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1385" title="450" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/450.jpeg" alt="" width="480" height="360" /></a></p>
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		<title>Picasso a Pisa</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 18:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da non perdere, l'entusiasmante opera di Picasso è esposta a Pisa, a Palazzo Blu. La mostra, in collaborazione con il Museo Picasso di Barcellona e il Museo di Picasso di Antibes, dopo Joan Mirò e Marc Chagall, chiude il ciclo dedicato dei grandi maestri del Novecento intrapreso nel 2009 dalla Fondazione di Palazzo Blu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p>Da non perdere, l&#8217;entusiasmante opera di Picasso è esposta a Pisa, a Palazzo Blu. La mostra, in collaborazione con il Museo Picasso di Barcellona e il Museo di Picasso di Antibes, dopo Joan Mirò e Marc Chagall, chiude il ciclo dedicato dei grandi maestri del Novecento intrapreso nel 2009 dalla Fondazione di Palazzo Blu.</p>
<p>In esposizione 200 opere tra dipinti,  ceramiche, disegni e opere su carte; fulcro della collezione, la  straordinaria e unica collezione di 59 linogravure proveniente dal Museo  Picasso di Barcellona.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/resize2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-1363" title="resize" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/resize2.jpeg" alt="" width="300" height="350" /></a></p>
<p>Il percorso espositivo si articola in tre sezioni che corrispondono ad  altrettanti temi, fondamentali per capire la poetica figurativa di  Picasso. <em>Dalla natura all&#8217;arte</em> analizza come, fin dai primi  anni della sua attività, Picasso riesca a trasformare i soggetti dei  suoi lavori in stereotipi della pittura contemporanea. A tal proposito,  vengono presentati alcuni archetipi dell&#8217;opera picassiana come il  celeberrimo <em>Le Repas frugal</em> (Il Pasto frugale, 1904), che descrive una realtà di povertà e di miseria, caratteristica del suo <em>periodo blu</em>.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picassoHome.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1364" title="picassoHome" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picassoHome.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a> <a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picasso3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1365" title="picasso3" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picasso3.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a> <a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picasso4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1366" title="picasso4" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picasso4.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a></p>
<p>Ho visitato la mostra ed è davvero entusiasmante la poliedricità e la duttilità della poetica di Picasso, che si articola in un arco temporale vastissimo, ultimato solo nel 1973, anno della sua morte.</p>
<p><strong>Tutte le informazioni, con i giorni e gli orari della mostra.<br />
</strong>PABLO PICASSO. Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso<br />
Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti 9) 15 ottobre 2011 – 12 febbraio 2012<br />
Enti  Promotori Fondazione Palazzo Blu col sostegno di Fondazione CariPisa con  il patrocinio dell&#8217;Ambasciata di Spagna in Italia, Comune di Pisa  Produzione Giunti</p>
<p>Orari:Biglietti: martedi – venerdi,10-19, sabato e domenica, 10-20; lunedì chiuso<br />
Intero 8 euro, ridotto 6,50 euro<br />
Informazioni: BLU Palazzo d’Arte e Cultura: tel. 050.916950<br />
Per prenotazioni di gruppi e visite guidate:<br />
Impegno e Futuro, tel. 050.28515, Fax 050.503532; <a href="mailto:info@impegnoefuturo.it">info@impegnoefuturo.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Convegno CasaKyoto a Firenze</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2011/09/05/convegno-casakyoto-a-firenze/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 10:07:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In occasione di Energethica, che si terrà a Firenze dal 22 al 24 settembre 2011, si segnala un interessante convegno gratuito, patrocinato dall'ANIT: "Recupera l'esistente. Casa Kyoto e le 10 mosse della riqualificazione".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/casakyoto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1359" title="casakyoto" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/casakyoto.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p>In occasione di <a title="Energethica" href="http://www.energethica.it/" target="_blank">Energethica,</a> che si terrà a Firenze dal 22 al 24 settembre 2011, si segnala un interessante convegno gratuito, patrocinato dall&#8217;<a title="ANIT" href="http://www.anit.it/" target="_blank">ANIT</a>: &#8220;Recupera l&#8217;esistente. Casa Kyoto e le 10 mosse della riqualificazione&#8221;.</p>
<p>Questo convegno si propone di illustrare ai tecnici, sotto il profilo  tecnico e pratico, le “dieci regole d’oro” per rendere la propria   abitazione efficiente sul piano energetico e quindi più economica sotto   il profilo dei costi, anche alla luce delle attuali  agevolazioni  finanziarie messe a disposizione  dal Governo.</p>
<p>I temi verranno illustrati anche sotto il profilo pratico dai  referenti di alcune importanti aziende, così da fornire ai  professionisti gli strumenti pratici e metodologici per progettare e  costruire architetture sostenibili.</p>
<p>Il convegno si terrà il prossimo giovedì 22 settembre 2011 alle ore  15 presso il Padiglione Spadolini Inferiore presso Firenze Fiera &#8211;  Fortezza da Basso &#8211; Sala Blu (in Piazza Adua n.1). A <a title="Convegni CasaKyoto" href="http://www.casakyoto.eu/convegni.htm" target="_blank">questo link</a> è disponibile scaricare l&#8217;invito al convegno ed effettuare la pre-registrazione.</p>
<div class="shr-publisher-1358"></div><!-- Start Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetBottom Automatic -->]]></content:encoded>
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		<title>Paul Klee e l&#8217;arte infantile</title>
		<link>http://www.arkitettura.it/wordpress/2011/08/20/paul-klee-dipingere-come-un-bambino/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2011 14:16:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 26 giugno all’11 settembre prossimo, al Museo Archeologico Regionale di Aosta, sono esposte le 120 opere del celebre artista elvetico Paul Klee che raccontano la sua visione dell'infanzia. La mostra si intitola Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di Paul Klee.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- Start Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><!-- End Shareaholic LikeButtonSetTop Automatic --><p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Eiapopeia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1350" title="Eiapopeia" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Eiapopeia.jpg" alt="" width="420" height="592" /></a></p>
<p>Dal 26 giugno all’11 settembre prossimo, al <a href="http://www.regione.vda.it/">Museo Archeologico Regionale di Aosta</a>, sono esposte le 120 opere del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Klee">celebre artista elvetico Paul Klee</a> che raccontano la sua visione dell&#8217;infanzia. La mostra si intitola <strong>Eiapopeia. L’infanzia nell’opera di Paul Klee.</strong></p>
<p>Dipinti, tecniche miste, disegni (gran parte mai esposti prima in  Italia) provenienti dal <a href="http://www.surfcanyon.com/search?f=sl&amp;q=Paul%20Klee&amp;partner=wtiffeua">Zentrum Paul Klee di Berna</a> (dove successivamente si sposterà l’esposizione) che si completa con un nucleo di opere gravitanti intorno alla <a href="http://www.mazzotta.it/">Fondazione Mazzotta</a> e ad amici collezionisti. I lavori esposti si sviluppano dal 1883, quando Klee bambino realizza i  suoi primi schizzi, sino al 1940, anno della sua scomparsa.</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/doppio_klee.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1351" title="doppio_klee" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/doppio_klee.jpg" alt="" width="420" height="607" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>arte infantile</strong>, argomento raramente trattato dagli artisti europei<strong> </strong>,  ha probabilmente una data d’inizio: il 1902. È in quel momento che  l’artista, ventitreenne, riscopre casualmente i propri disegni d’infanzia  conservati nella soffitta della casa di famiglia. In una lettera alla  fidanzata definisce quei disegni, che aveva realizzato fra i  tra tre e i dieci anni, come <strong>la cosa più significativa fatta fino a quel momento</strong>. “I  signori critici – scrive Klee – dicono spesso che i miei quadri  assomigliano agli scarabocchi dei bambini. Potesse essere davvero così! I  quadri che mio figlio Felix ha dipinto sono migliori dei miei. Vorrei  essere come appena nato, ignorare i poeti e le mode, essere quasi  primitivo.”</p>
<p><a href="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/marionetta_klee.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1352" title="marionetta_klee" src="http://www.arkitettura.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/marionetta_klee.jpg" alt="" width="420" height="612" /></a></p>
<p>Sopra, proprio una delle opere più interessanti: una delle marionette realizzate da Paul Klee per il figlio Felix. La mostra (nel titolo il termine “eiapopeia” evoca la <strong>ninna-nanna</strong>, ma  anche la<strong> fantasia</strong> e la <strong>libertà espressiva</strong>) è introdotta da un disegno  eseguito da Klee all’età di quattro anni, intitolato <em>Bambin Gesù</em> (sopra)<em>, </em>e si conclude con una composizione del 1940, <em>Uomo e albero,</em> dove l’artista, con piena consapevolezza, tende ancora verso forme elementari mantenendo intatta l’ispirazione infantile. Il segno dell’infanzia consente di<strong> andare oltre ogni  forma di convenzione culturale</strong> per giungere a uno dei concetti base  della sua ricerca: &#8220;l’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile&#8221;.</p>
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